Questa volta il viaggio porta in Australia e Giappone
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I Radiohead non hanno alcuna intenzione di fermarsi. Dopo aver riacceso i riflettori sulla propria storia con il ritorno sui palchi del 2025, la band di Thom Yorke ha annunciato un nuovo, attesissimo capitolo della propria attività live: nel 2027 il gruppo sarà protagonista di 21 concerti tra Australia e Giappone.

La nuova tournée prenderà il via il 3 maggio a Perth, dove i Radiohead terranno quattro concerti alla RAC Arena. Il tour proseguirà poi a Melbourne, con sei appuntamenti alla Rod Laver Arena, e a Sydney, con sei date all’Afterpay Arena. A giugno sarà invece la volta del Giappone: cinque concerti alla GMO Arena di Saitama, nei giorni 8, 9, 11, 12 e 13 giugno.

Si tratta del primo ritorno dei Radiohead in Australia dopo 15 anni e in Giappone dopo 19 anni. Un calendario che conferma una scelta precisa: niente tournée interminabili, ma una serie di residenze concentrate, pensate per dare alla band la possibilità di vivere ogni concerto come un evento.

Per capire il peso di questo annuncio bisogna tornare al 2025. Dopo sette anni lontani dai palchi, i cinque Radiohead – Thom Yorke, Jonny Greenwood, Colin Greenwood, Ed O’Brien e Philip Selway – sono tornati a suonare insieme dal vivo con una serie di concerti in Europa.

Tra le tappe c’è stata anche l’Italia, con le quattro serate all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, vicino Bologna. Una reunion attesissima che ha dimostrato quanto il pubblico sia ancora legato alla band e soprattutto quanto il repertorio dei Radiohead conservi una forza fuori dal tempo.

Durante quei concerti la band ha pescato ampiamente dalla propria storia, arrivando a lavorare su un repertorio di circa 70 canzoni. Ed O’Brien ha spiegato che l’idea per il futuro è quella di mantenere questo approccio: pochi concerti, ma estremamente intensi.

Parlare dei Radiohead significa parlare di una delle band che più hanno trasformato il rock degli ultimi trent’anni.

Tutto è iniziato con “Creep”, il singolo del 1992 che ha portato il gruppo alla ribalta internazionale. Il brano rimane ancora oggi il loro pezzo più alto nella Billboard Hot 100, dove ha raggiunto la posizione numero 34.

Ma i Radiohead hanno fatto di tutto per non rimanere prigionieri del proprio primo successo.

Con “The Bends” sono arrivati brani come “High and Dry”, “Fake Plastic Trees” e “Street Spirit (Fade Out)”. Poi, nel 1997, è arrivato “OK Computer”, il disco che ha cambiato definitivamente la percezione della band.

“Paranoid Android”, “Karma Police”, “Lucky” e “No Surprises” sono diventati alcuni dei brani simbolo della loro carriera, mentre l’album è entrato nella storia del rock e nel 2026 è stato inserito anche nella Grammy Hall of Fame.

Nel 2007 i Radiohead hanno sorpreso ancora una volta il mondo con “In Rainbows”, pubblicato inizialmente attraverso un innovativo sistema di distribuzione che permetteva agli ascoltatori di scegliere quanto pagare per il download. Il risultato è stato anche un altro Grammy per il Best Alternative Music Album, mentre il disco ha ottenuto una nomination come Album of the Year.

L’ultimo capitolo discografico dei Radiohead rimane invece “A Moon Shaped Pool”, pubblicato nel maggio 2016. Un album più malinconico e orchestrale. Da allora, nessun nuovo album. È proprio questo il grande interrogativo che accompagna il ritorno dei Radiohead.

L’annuncio del tour 2027 potrebbe far pensare a una nuova fase creativa della band, ma al momento non esiste alcuna conferma di un nuovo album. Anzi, Ed O’Brien è stato piuttosto chiaro: in un’intervista rilasciata a NME ha spiegato che i Radiohead non hanno nemmeno discusso di un nuovo disco.

Ancora più netta è stata una successiva dichiarazione raccolta da Rockol: secondo O’Brien, la band non è in una fase di creazione di nuovo materiale da più di dieci anni e, al momento, la nuova musica dei Radiohead “non è davvero un’opzione”. Insomma, nessun album annunciato e nessuna certezza sul fatto che un nuovo capitolo discografico possa davvero prendere forma.

Australia e Giappone saranno le prossime destinazioni, ma se la promessa di O’Brien verrà rispettata, nei prossimi anni potrebbero arrivare nuove tappe in altri continenti. E per una band che ha sempre fatto della trasformazione la propria cifra artistica, forse è proprio questo il modo più radioheadiano possibile di tornare: senza promettere un nuovo album, senza inseguire la nostalgia e lasciando che siano le canzoni a parlare sul palco.

Perché dopo più di trent’anni, da “Creep” a “Everything in Its Right Place”, da “Karma Police” a “No Surprises”, il patrimonio dei Radiohead è ancora abbastanza potente da riempire intere generazioni di concerti.

di Elisa Gardini

Foto roninzer0 con licenza CC BY 2.0