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Dopo aver infiammato il pubblico del Coachella con due set che hanno segnato il suo ritorno alla dimensione live, Moby guarda all’Europa e fissa una tappa chiave in Italia: il 14 luglio sarà protagonista in Piazza Roma a Modena, nell’ambito del Jazz Open. Un evento unico nel nostro Paese, inserito in un tour estivo che attraverserà l’intero continente con 28 date tra festival, venue storiche e scenari open air.

Sul palco californiano, il musicista newyorkese ha mostrato una rinnovata energia, accompagnato da una band al completo e impreziosito dalla presenza vocale di Jacob Lusk. Le interpretazioni di “When It’s Cold I’d Like To Die” e “Natural Blues” hanno assunto una nuova intensità grazie a sfumature gospel, mentre i classici come “Porcelain”, “Go” e “Why Does My Heart Feel So Bad?” hanno ritrovato una dimensione potente e contemporanea. Il set si è chiuso con un finale ad alto impatto sulle note di “Thousand”, confermando la capacità di Moby di tenere insieme passato e presente.

Questa stessa energia arriverà a Modena, dove Piazza Roma si trasformerà per una notte in un grande dancefloor sotto le stelle. Il live sarà un viaggio tra nuove interpretazioni del suo repertorio e le tracce di Future Quiet, l’album pubblicato a febbraio, che amplia ulteriormente il suo universo sonoro. Figura centrale della musica elettronica globale, Moby continua a reinventarsi, forte di una carriera che include successi multiplatino e dischi fondamentali come Play, celebrato recentemente nel suo venticinquesimo anniversario.

L’estate 2026 segna anche un altro passo creativo: è atteso il suo primo lungometraggio narrativo, Tecie, ulteriore testimonianza di un percorso artistico sempre in evoluzione.

Il concerto del 14 luglio si inserisce nel programma del Jazz Open Modena, festival che dal 13 al 18 luglio trasformerà la città in un palcoscenico diffuso. Accanto a Moby, una line-up che spazia tra generi e generazioni, confermando lo spirito “Jazz & Beyond” della rassegna: un dialogo aperto tra jazz, soul, pop ed elettronica.

di Elisa Gardini

Foto jurvetson con licenza BY 2.0