Il Re del Pop voleva lanciare un videogioco fantasy oscuro con una colonna sonora originale e persino pubblicare il suo nuovo album attraverso il gioco. A raccontarlo oggi è David Perry, sviluppatore di “Enter The Matrix”, che svela i dettagli dell'ambizioso progetto “Dark Rim”, rimasto però incompiuto
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A quasi vent’anni dalla sua scomparsa emergono nuovi dettagli su uno dei progetti più sorprendenti e meno conosciuti di Michael Jackson. Il Re del Pop stava infatti lavorando a un videogioco fantasy dalle atmosfere oscure e cinematografiche, destinato a fondere musica, narrazione e intrattenimento interattivo in un modo allora rivoluzionario.

A raccontarlo è David Perry, fondatore di Shiny Entertainment e figura chiave nello sviluppo di videogiochi di successo come “Enter The Matrix”. Secondo Perry, tutto iniziò quando Jackson lo contattò per provare in anteprima il videogioco ispirato alla celebre saga cinematografica delle sorelle Wachowski. Da quell’incontro nacque una collaborazione che avrebbe portato alla progettazione di un nuovo titolo originale.

 

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Le riunioni si svolsero a Neverland e fin dall’inizio l’obiettivo era chiaro: non realizzare un semplice prodotto celebrativo dedicato alla popstar, ma costruire una vera esperienza narrativa. Jackson non sarebbe stato il protagonista del gioco. Il suo contributo sarebbe arrivato attraverso la musica originale, l’immaginazione creativa e la capacità di costruire mondi fantastici.

Nel corso dello sviluppo il progetto cambiò più volte nome. Inizialmente conosciuto come “The Final War”, poi “Solo” e “The Darkness”, arrivò infine a chiamarsi “Dark Rim”. La trama ruotava attorno a regni in guerra, magia e misteri, ma con il tempo assunse toni più psicologici, affrontando temi come sogni, coscienza, depressione e realtà alternative nascoste oltre il confine del sonno.

L’idea più innovativa riguardava però la musica. Jackson immaginava di pubblicare il suo successivo album direttamente attraverso il videogioco, trasformandolo nell’unico modo per ascoltare in anteprima i nuovi brani. Solo in seguito sarebbe arrivata una versione tradizionale in CD e vinile.

Per l’epoca si trattava di una visione estremamente avanzata. All’inizio degli anni Duemila il mercato videoludico era già in forte espansione, ma non aveva ancora raggiunto il livello di diffusione culturale attuale. Secondo Perry, la popolarità globale di Michael Jackson avrebbe potuto avvicinare milioni di persone al mondo dei videogiochi, abbattendo le barriere generazionali e culturali che ancora esistevano.

Il progetto, tuttavia, non arrivò mai alla fase finale di sviluppo. Dopo l’uscita di “Enter The Matrix”, la vita e la carriera dell’artista subirono profonde trasformazioni e l’idea venne progressivamente abbandonata. Non essendo mai stato firmato un contratto ufficiale per la pubblicazione, il materiale realizzato non verrà reso pubblico.

La vicenda aggiunge un nuovo tassello alla storia di Michael Jackson, artista che nel corso della sua carriera ha costantemente cercato di superare i confini tra musica, cinema, spettacolo e tecnologia. Con album leggendari come “Thriller”, “Bad”, “Dangerous” e “HIStory”, e successi immortali come “Billie Jean”, “Beat It”, “Smooth Criminal”, “Black or White” e “Man in the Mirror”, Jackson ha ridefinito il concetto stesso di popstar globale.

Negli ultimi anni il suo lascito artistico è tornato al centro dell’attenzione grazie a numerosi progetti celebrativi, tra cui il biopic “Michael”, dedicato alla sua vita, e nuove iniziative discografiche che continuano a confermare l’influenza senza tempo del suo catalogo. “Dark Rim” resta così uno dei più affascinanti “what if” della cultura pop moderna: un videogioco mai realizzato che avrebbe potuto cambiare il rapporto tra musica e videogiochi molto prima dell’era dello streaming.

di Elisa Gardini

Foto Radar – Bbspears con licenza BY-SA 2.0