Il 4 marzo non è una data qualunque sotto le Due Torri. È il giorno in cui è nato Lucio Dalla, e proprio il 4 marzo 2026, nel giorno in cui avrebbe compiuto 83 anni, la città gli rende omaggio con un progetto che guarda al futuro. In piazza a lui dedicata, all’interno della Casa di quartiere Katia Bertasi, nel cuore della Bolognina, apre ufficialmente la “LucioTeca”.
Non una semplice biblioteca, ma un presidio culturale di nuova generazione: uno spazio gratuito e accessibile dove lettura, racconto e produzione culturale partecipata diventano strumenti di aggregazione. L’obiettivo è chiaro: parlare ai ragazzi, soprattutto alla Generazione Z, offrendo loro un luogo in cui riconoscersi, esprimersi e costruire relazioni.
La scelta della data è tutt’altro che casuale. “È una ricorrenza simbolica che accompagna la nascita di un luogo che con Dalla condivide lo spirito libero e irriverente, dedicato alla cultura e rivolto ai più giovani”, ha spiegato la presidente del quartiere Navile, Federica Mazzoni, sottolineando il valore identitario dell’iniziativa.
La LucioTeca nasce anche con una forte impronta educativa e sociale. “È una risposta concreta al tema della sicurezza urbana integrata – ha aggiunto Mazzoni – perché offre ai ragazzi un posto protetto dove ritrovarsi e crescere. Un’alternativa alla logica esclusiva della repressione del disagio giovanile”. Un progetto che, nelle intenzioni, diventa strumento di prevenzione e occasione per raccontare una Bolognina diversa da quella spesso restituita dalla cronaca.
A coordinare l’iniziativa è la Fondazione Bottega Finzioni, realtà che mette la narrazione al centro dei propri percorsi formativi. Il progetto è realizzato in collaborazione con il Settore biblioteche e welfare culturale del Comune di Bologna, nell’ambito del Patto per la lettura.
Il calendario delle attività è già ricco: laboratori di scrittura creativa, proiezioni di film e serie tv, incontri con autori e fumettisti. Tra le iniziative più attese c’è “Mistero in Bolognina”, un percorso collettivo che porterà alla pubblicazione di un romanzo giallo scritto direttamente dai ragazzi.
Così Bologna sceglie di ricordare Dalla non solo con una statua o una celebrazione formale, ma con un luogo vivo. Uno spazio che, proprio come le sue canzoni, parla ai giovani e prova a immaginare il domani.
di Elisa Gardini