Prima di Ziggy Stardust, prima di Heroes, prima ancora del Duca Bianco, c’era una casa a schiera nella periferia sud di Londra. Al numero 4 di Plaistow Grove, a Bromley, David Bowie ha vissuto gli anni decisivi della sua formazione: dall’infanzia all’età adulta, dagli 8 ai 20 anni, tra il 1955 e il 1967.
Oggi quella casa è pronta a rinascere. L’Heritage of London Trust ha annunciato l’acquisizione dell’edificio e un ambizioso progetto di restauro filologico: gli interni saranno ricostruiti esattamente com’erano negli anni Sessanta, quando Bowie ascoltava ossessivamente Little Richard, sperimentava con la musica e iniziava a immaginare mondi che avrebbero cambiato il pop per sempre.
Non sarà un museo tradizionale. Bowie’s House, questo il nome del progetto, sarà uno spazio ibrido: luogo della memoria, centro creativo e laboratorio per giovani artisti. Qui si terranno workshop, attività formative e percorsi dedicati alle arti performative, con l’obiettivo di offrire alle nuove generazioni ciò che Bowie trovò tra quelle mura: uno spazio sicuro per esprimersi e reinventarsi.
L’annuncio è arrivato l’8 gennaio, data simbolica che coincide con quello che sarebbe stato il 79° compleanno dell’artista e con il decimo anniversario di “Blackstar”, il suo testamento musicale. Un disco che, come “Space Oddity, Life on Mars?, “Ashes to Ashes” e “Let’s Dance”, continua a risuonare come una bussola per chi cerca libertà creativa.
A raccontare l’importanza di quel luogo è anche Geoffrey Marsh, co-curatore della storica mostra “David Bowie Is”, coinvolto nel progetto di restauro. Proprio in quella minuscola camera da letto, Bowie passava ore immerse nei libri e nei vinili, costruendo un mondo tutto suo. Un rifugio da cui sarebbe partito per diventare una delle icone più influenti del Novecento.
L’apertura al pubblico è prevista entro la fine del 2027. Non solo una casa, ma il punto zero di una rivoluzione sonora e visiva che ancora oggi ci insegna a essere diversi, audaci, liberi.
di Elisa Gardini
Foto Elmar J. Lordemann (de:User:Jo Atmon) con licenza BY-SA 2.0