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C’è chi fa musica per intrattenere e chi, come Dargen D’Amico, la usa per osservare e raccontare il presente. Il 27 marzo ha segnato il ritorno discografico dell’artista milanese con “Doppia Mozzarella”, un progetto che già dal titolo lascia intuire il suo spirito: ironico, diretto, ma tutt’altro che superficiale.

All’interno del disco trova spazio anche “AI AI, il brano presentato all’ultimo Festival di Sanremo, che ha riportato l’artista sotto i riflettori del grande pubblico, confermando la sua capacità di fondere leggerezza e contenuti.

“Doppia Mozzarella” è il risultato di un percorso durato due anni, in cui Dargen ha lavorato su idee, testi e suoni con un approccio quasi “filosofico”. Il titolo diventa metafora della società contemporanea: un mondo in cui si è costantemente spinti a desiderare di più, anche quando non serve.

Il disco si muove tra pensieri personali e osservazioni collettive attraversando temi come il consumismo, le relazioni e l’identità, con uno stile che alterna momenti intimi a spunti più taglienti.

Dal punto di vista musicale, l’album è un mosaico di influenze: si passa da atmosfere lo-fi a richiami folk, fino a incursioni più marcatamente rap e pop. Un approccio multiforme che rispecchia la cifra stilistica dell’artista, da sempre difficile da incasellare. Non mancano ballad più narrative, dove le storie raccontate diventano specchio di emozioni universali.

Per questo progetto, Dargen D’Amico ha scelto di lavorare con una squadra consolidata. Accanto a lui, musicisti e collaboratori di lunga data come Marilena Montarone, Tommaso Ruggeri, Diego Maggi e Alberto Venturini. Alla produzione e scrittura hanno contribuito anche Gianluigi Fazio, Edwyn Roberts e Marco Zangirolami, dando vita a un lavoro corale ma coerente.

di Elisa Gardini

Foto Radio Studio Delta con licenza BY 3.0