Per aprire il suo nuovo tour teatrale, Arisa ha scelto di tornare simbolicamente al punto da cui tutto è iniziato. Sul palco del Teatro Rossini di Civitanova Marche, l’artista si è presentata con il look che nel 2009 la rese immediatamente riconoscibile durante il Festival di Sanremo: caschetto impeccabile, maxi occhiali, rossetto rosso e quell’aria timida diventata parte della sua identità artistica agli esordi.
L’effetto sorpresa è stato immediato. Appena partite le note di Sincerità, il pubblico si è ritrovato catapultato indietro nel tempo, in uno dei momenti più iconici della musica pop italiana degli anni Duemila. Arisa non ha semplicemente riproposto un’estetica vintage, ma ha costruito un racconto personale attraverso immagini, canzoni e trasformazioni che hanno segnato la sua carriera.
@marticni @Arisamusica inizia così il nuovo tour nei teatri: iconic #concert #arisa #sincerita #concerts #concerttok ♬ audio originale – marti
Per l’occasione, la cantante ha indossato una mise dal gusto rétro composta da scamiciata, camicia bianca e collant chiari, accompagnata da una parrucca dal taglio geometrico che richiamava fedelmente quella del periodo sanremese. Anche la gestualità sembrava studiata per evocare la giovane artista che conquistò il pubblico con spontaneità e delicatezza.
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Il concerto è poi proseguito lungo lo stesso filo narrativo. Durante Malamorenò, Arisa ha riportato sul palco un’altra delle sue epoche artistiche più amate, scegliendo capelli ricci voluminosi, tulle scenografico e gli immancabili occhialoni reinterpretati in chiave moderna.
Dietro ai cambi di look, però, c’è qualcosa di più profondo. Foto Mosse appare infatti come un vero racconto autobiografico, dove ogni brano rappresenta una fotografia emotiva di un preciso momento della sua vita artistica. Un percorso che mostra quanto Arisa sia cambiata negli anni, passando dall’immagine della ragazza impacciata e ironica degli esordi a quella di un’artista matura, elegante e sempre pronta a reinventarsi.
di Elisa Gardini
Foto Ferdinando Traversa con licenza BY-SA 4.0