Categoria: RSD News

Il Concerto di Capodanno di Vienna è una certezza: ogni 1° gennaio la Sala d’Oro del Musikverein diventa il centro musicale del mondo. Ma l’edizione appena andata in scena ha aggiunto un ingrediente in più: una ventata di freschezza capace di rendere la tradizione ancora più viva. Risultato? Oltre 150 Paesi collegati e un entusiasmo contagioso.

Sul podio, per la prima volta, Yannick Nézet-Séguin. Cinquant’anni, canadese, direttore di punta del Metropolitan Opera di New York e della Philadelphia Orchestra. Il suo debutto viennese è stato elegante ma tutt’altro che rigido: rispetto assoluto per la storia, con il sorriso e lo sguardo rivolto al presente.

Il programma ha celebrato la grande tradizione musicale viennese, senza rinunciare a sottolineare quanto Vienna sia da sempre un crocevia di culture. Un concerto raffinato, equilibrato e mai polveroso, che ha parlato a tutti con un messaggio semplice: la musica unisce, sempre.

Il momento clou? Immancabile, durante la marcia di Radetzky. Qui Nézet-Séguin ha fatto qualcosa di inatteso: è sceso dal podio, si è girato verso la platea e ha iniziato a dirigere… il pubblico. Applausi a tempo, sorrisi ovunque e una sala trasformata in un’unica, gigantesca orchestra.

Un gesto spontaneo, elegante e irresistibile, diventato virale in poche ore. La prova che anche un rito ultracentenario può sorprendere, emozionare e parlare il linguaggio di oggi.

di Elisa Gardini