IL RITORNO DI SYRIA PORTA UN MESSAGGIO DI “SPERANZA”
Il brano si muove su un terreno emotivo raramente esplorato con questa luce: quello del mandato generazionale. In un presente spesso descritto attraverso le sue mancanze, “Speranza” sceglie
di ribaltare la prospettiva. Non vuole essere un dito puntato sulle difficoltà del mondo moderno, ma un invito motivazionale rivolto a chi quel mondo dovrà abitarlo domani. È una riflessione propositiva che nasce dall’osservazione delle avversità quotidiane per trasformarle in strumenti di lotta e consapevolezza.
La voce di Syria e la street credibility di Inoki si fondono per dare corpo a un narratore che è, prima di tutto, un genitore. C’è dentro il senso di protezione di una madre e la forza di un padre, o forse la saggezza di un educatore che osserva i passi incerti di chi impara a camminare. Come sottolinea la stessa Syria, la speranza non è un concetto astratto, ma un’azione concreta che si compie ogni giorno: “Se speri, credi, divulghi, agisci, subisci, resisti e combatti le tue lotte quotidiane… Dargli fiducia e forza è la nostra missione”.
Il brano risuona così come una risposta alla domanda silenziosa che ogni adulto si pone: “Cosa lasciamo a chi verrà dopo di noi?”. La risposta che Syria e Inoki offrono è una fiducia incrollabile nelle gambe delle nuove generazioni.
Foto Justin Ried con licenza BY 2.0