Il frontman apre alla possibilità di rivedere i Rolling Stones sul palco di Glastonbury nel 2027
Categoria: RSD News

A oltre dieci anni dalla loro unica esibizione al Glastonbury Festival, i Rolling Stones potrebbero tornare a calcare il celebre Pyramid Stage. A lasciarlo intendere è stato Mick Jagger, che durante la promozione del nuovo album della band, Foreign Tongues, ha parlato della possibilità di una nuova partecipazione all’edizione 2027 del festival. Intervistato da NME, il frontman degli Stones ha ricordato che suonare a Glastonbury non è semplice dal punto di vista logistico. «È un palco particolare, molto diverso dagli altri. È tutto molto dispersivo e il pubblico è davvero lontano. Di solito abbiamo una passerella di circa 15 metri, lì invece era molto più corta», ha spiegato.

 

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Nonostante questo, Jagger conserva un ricordo positivo di quella serata. «Quando guardi verso la collina e vedi quella distesa infinita di persone è qualcosa di incredibile. Se mi piacerebbe rifarlo? Assolutamente sì», ha dichiarato. Il cantante ha anche parlato del futuro della band, confermando che nel 2026 non sono previsti concerti. La pausa, ha spiegato, è legata anche alle condizioni di Keith Richards, che non si sentiva pronto ad affrontare un nuovo tour. L’obiettivo, però, resta quello di tornare dal vivo nel 2027.

Jagger ha inoltre escluso l’ipotesi di una lunga residency a Las Vegas, preferendo un modello simile a quello adottato recentemente da Harry Styles, con più concerti nelle stesse città ma senza rinunciare a un vero tour. Quella del 29 giugno 2013 resta una delle esibizioni più iconiche nella storia del festival. Dopo oltre cinquant’anni di carriera, i Rolling Stones salirono per la prima volta sul Pyramid Stage davanti a oltre 100.000 spettatori.

 

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La band aprì il concerto con Jumpin’ Jack Flash e chiuse con una travolgente (I Can’t Get No) Satisfaction, proponendo una scaletta di circa due ore e mezza con 20 brani. Tra i momenti più memorabili anche il ritorno sul palco dell’ex chitarrista Mick Taylor e l’imponente fenice meccanica che, durante Sympathy for the Devil, sprigionò getti di fuoco sopra il pubblico. Al termine dello show, il fondatore del festival Michael Eavis definì quella performance «il momento più alto nei 43 anni di storia di Glastonbury», consacrandola come una delle pagine più importanti della manifestazione.

In attesa di conoscere i prossimi progetti live della band, i Rolling Stones continuano a essere tra i gruppi più influenti della storia del rock grazie a classici intramontabili come (I Can’t Get No) Satisfaction, Paint It, Black, Angie, Start Me Up, Jumpin’ Jack Flash, Gimme Shelter, Sympathy for the Devil, Brown Sugar, Miss You e You Can’t Always Get What You Want.

di Elisa Gardini

Foto Jerzy Bednarski con licenza BY-SA 4.0