Maretta all’interno della Nazionale di calcio cantanti. Come riporta La Gazzetta dello Sport, Luca Barbarossa, il presidente della squadra, ha accolto le dimissioni di Sandro Giacobbe, l’allenatore. Cose che accadono, direte voi. Tutto sommato Giacobbe ne era allenatore fin dal 2001, un periodo di tempo abbastanza lungo. Purtroppo, però, i motivi di queste dimissioni non risiedono in un normale avvicendamento della guida tecnica del team. Oppure per una stanchezza dopo quindici anni in quel ruolo di Giacobbe, membro fondatore, nel 1981, della nazionale cantanti.
Niente di tutto questo. L’interprete genovese ha rassegnato le proprie dimissioni perché stufo di subire le angherie del presidente Barbarossa e di tutto l’apparato dirigente della squadra.A dire di Giacobbe tutto ebbe inizio nel 2013 quando, prima di una partita che sarebbe stata trasmessa dalla emittente Sky, Barbarossa gli disse che non avrebbe giocato e che si sarebbe seduto in panchina a dirigere la compagine in qualità di allenatore. Esautorando, di fatto, Giacobbe dal suo ruolo. Ne seguì uno scambio di opinioni, Giacobbe la spuntò ma Barbarossa lasciò il rettangolo verde per sedersi in tribuna e fare la telecronaca della partita. Quello fu l’inizio, qualcosa si ruppe. Di recente, prima della Partita del Cuore a Torino, il cantautore romano telefona a Giacobbe che ne ricorda il contenuto, “ricevo una telefonata da Barbarossa che mi dice che se volevo potevo andare a Torino, ma non dovevo farmi vedere perché l’allenatore l’avrebbe fatto l’attore Luca Argentero perché aveva una faccia più giovane e televisiva”. La goccia che ha fatto traboccare il vaso nei giorni scorsi, quando Gianluca Pecchini, un dirigente della nazionale cantanti lo contatta e gli dice: “Devi dare le dimissioni da allenatore devi farlo per il bene della Nazionale perché la tua presenza crea malumori nel direttivo”. A questo punto Sandro Giacobbe fa un passo indietro, rassegna le dimissioni, “con grande amarezza per la mancanza totale di un rapporto umano e per il tentativo di violare la dignità della persona”.