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Nel 1991 i R.E.M sono reduci dal lungo tour nato dal successo dell’album “Green”, il primo per la Warner, che era stato pubblicato nel novembre 1988, ma rimangono principalmente una band di culto, seguita in Italia da poche migliaia di fan. A cambiare la loro carriera sarà però l’uscita di “Losing My Religion”, destinata a diventare la canzone simbolo del gruppo di Athens (Georgia). Il singolo arriva nei negozi il 19 febbraio del 1991 e anticipa di un mese l’uscita del loro settimo album “Out of Time”, che rappresenterà la svolta della loro carriera con oltre 18 milioni di copie vendute in tutto il mondo.Fu il chitarrista della band, Peter Buck, a comporre il riff e il ritornello della canzone, mentre strimpellava il mandolino guardando la televisione. Quando portò il brano in studio, Mike Mills aggiunse una linea di basso che lui stesso ammise essere “nello stile” di John McVie dei Fleetwood Mac. Ma fondamentale fu anche il contributo del cantante Michael Stipe che rese memorabile il brano con uno dei suoi testi migliori e al tempo stesso controversi.Il titolo è infatti un’espressione idiomatica utilizzata nel sud degli Stati Uniti traducibile in italiano con “perdere la testa” o “non farcela più”. Nulla a che vedere con la religione in senso stretto, con Stipe che canta in prima persona un amore non corrisposto (come lui stesso racconterà al mensile inglese Q). Ma a rendere il tutto più ambiguo e affascinante ci sono alcuni versi come “I’m choosing my confession” e soprattutto il video diretto dal regista indiano Tarsem Singh, ricco di immagini religiose, tanto che la televisione irlandese decise di censurarlo, alimentando così in molti l’errata convinzione che la canzone fosse un attacco nei confronti della Chiesa. Il videoclip, che contiene anche una serie di riferimenti che vanno da Caravaggio a Gabriel Garcia Marquez, ottenne nove nomination agli MTV Video Music Awards e trionfò in sei categorie.”Losing My Religion” è l’unico singolo dei R.E.M. ad essere entrato nella Top 5 della classifica di Billboard: raggiunse la posizione numero 4 e rimase nella Hot 100 per ben 21 settimane. Non è però, secondo il sito setlist.fm, il brano più eseguito dal vivo dalla band, titolo che spetta (per solo quattro esibizioni in più) a “The One I Love”, canzone inclusa nel loro album del 1987 “Document”. Tra le versioni live indimenticabili per i fan, c’è sicuramente quella al Glastonbury Festival nell’estate del 1999.Nel 1991 i R.E.M. celebrarono i dieci anni di MTV con due concerti Unplugged insieme alla Atlanta Symphony Orchestra, tenuti a Madison in Georgia, a poche miglia da Athens. Ovviamente in scaletta non poteva mancare “Losing My Religion”.