E ora scricchiola anche la data di Kanye West all’Hellwatt Festival di Reggio Emilia, dopo l’annullamento del Wireless Festival in seguito all’ondata di polemiche che ha travolto il rapper, finito nel mirino oltremanica per via delle dichiarazioni antisemite alle quali si è lasciato andare negli ultimi anni e che hanno finito per costargli la revoca del visto d’ingresso nel Regno Unito. A prendere posizione in Italia, dopo che nel Regno Unito l’hanno presa nientemeno che il primo ministro britannico Keir Starmer e il sindaco di Londra Sadiq Khan, ci pensa l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Reggio Emilia. Tramite la sua presidente Anna Ferrari l’associazione fa sapere: «Abbiamo già detto in passato che West non deve venire a Reggio; vorrei parlassero gli organizzatori del concerto (il direttore artistico dell’Hellwatt è Victor Yari Milani, ndr) che hanno fatto una scelta e se ne assumeranno la responsabilità». Sulla stessa linea, come riferisce Repubblica, pure Rosamaria Papaleo di Cisl Emilia Centrale: «Ye assicura di essere cambiato, di voler suonare per la pace e l’amore e non più per la svastica e l’antisemitismo, ma la domanda resta: lo showbiz conta più dei valori costituzionali?».
Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli fucilati dai nazifascisti nel 1943 a Reggio Emilia, non ha dubbi: «Uno che gira con delle svastiche non è degno di cantare da nessuna parte, non solo a Reggio Emilia o a Londra».
Gli organizzatori dell’Hellwatt Festival, per ora, non hanno replicato.