Dolly Parton pensa al suo avatar: il futuro della musica passa anche dal digitale
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Dolly Parton potrebbe presto avere un “alter ego” digitale.

La leggenda del country, 80 anni e una carriera lunga oltre sei decenni, sta infatti valutando la possibilità di creare un avatar digitale di se stessa. Il progetto è ancora nelle prime fasi, ma l’idea è già chiara: trovare un nuovo modo per restare in contatto con il pubblico anche quando salire fisicamente su un palco diventerà più complicato.

Dolly non sarebbe però la prima. Negli ultimi anni la tecnologia ha iniziato a cambiare anche il modo in cui intendiamo i concerti. Gli ABBA, per esempio, dal 2022 sono protagonisti a Londra di “ABBA Voyage”, uno spettacolo costruito intorno alle loro versioni digitali, gli “ABBAtars”. E anche i KISS hanno scelto questa strada: dopo l’ultimo concerto del 2023, la band ha annunciato un progetto che porterà le proprie iconiche identità digitali in uno spettacolo permanente a Las Vegas.

Ancora più particolare il caso di Ozzy Osbourne. La sua famiglia sta lavorando a un “Digital Ozzy” che non dovrebbe limitarsi a riprodurre la sua immagine e la sua voce, ma puntare anche sull’interazione con il pubblico.

Ed è proprio qui che nasce la domanda: un avatar può davvero sostituire un artista?

Per Dolly Parton, almeno per il momento, la risposta sembra essere un’altra: non sostituirla, ma permetterle di continuare a esserci. La tecnologia potrebbe quindi diventare un nuovo modo per prolungare una carriera, conservare un’identità artistica e portare la musica sul palco anche quando il corpo non potrà più farlo come prima.

Il futuro dei concerti, insomma, potrebbe avere sempre più volti digitali. Ma resta una cosa che nessun avatar, per quanto sofisticato, potrà replicare davvero: l’emozione di avere un artista in carne e ossa davanti a noi.

 

Foto Kristopher Harris con licenza BY 2.0