Dopo aver attraversato Stati Uniti ed Europa con un tour mastodontico da oltre settanta date, i Culture Club annunciano il ritorno in Italia per un unico appuntamento live nel 2026. La band guidata dall’inconfondibile Boy George salirà sul palco giovedì 9 luglio 2026 al Parco della Musica di Milano, per una serata che promette di essere tanto nostalgica quanto vitale.
Simbolo assoluto degli anni Ottanta, i Culture Club porteranno in scena uno show celebrativo che attraversa più di tre decenni di carriera, restituendo al pubblico le canzoni che hanno definito non solo una band, ma un’estetica e un immaginario collettivo. In scaletta, naturalmente, i grandi classici come “Karma Chameleon”, “Do You Really Want To Hurt Me” e “Time (Clock of the Heart)”, brani capaci di fondere pop, soul e new romantic con una naturalezza ancora oggi irresistibile.
Accanto a Boy George torneranno sul palco anche i membri storici Mikey Craig e Roy Hay, a suggellare la continuità di un progetto che ha superato i 150 milioni di dischi venduti, conquistato le classifiche mondiali e ottenuto riconoscimenti fondamentali tra cui il Grammy Award come Miglior Nuovo Artista nel 1984.
Parallelamente all’attività live dei Culture Club, Boy George è tornato recentemente sotto i riflettori anche per una collaborazione sorprendente. Nel 2024 ha infatti inciso con Peter Murphy, storico frontman dei Bauhaus, la ballata “Let The Flowers Grow”, nata quasi per caso in studio grazie alla mediazione del produttore Youth. Un incontro inatteso che ha unito due icone apparentemente distanti ma accomunate da una visione artistica fuori dagli schemi.
«Quando ho ascoltato il mix finale, mi ha soddisfatto in ogni aspetto», ha raccontato Boy George. «Ho sempre amato la voce di Pete: la sua scrittura aggiunge una splendida oscurità. La produzione ha qualcosa di epico, quasi alla Scott Walker».
Come riportato da Pitchfork i due si conobbero per la prima volta molti anni fa nel backstage di un concerto dei Magazine, con i Bauhaus come gruppo spalla. «Mi sembrò subito un tipo super originale, quasi da XVII secolo», ha ricordato Murphy. Il secondo incontro avvenne alla BBC, durante una puntata di Top of the Pops dedicata a “Ziggy Stardust”, quando anche i Culture Club facevano il loro debutto televisivo. «George mi accolse con grande calore, e scoprii che era anche un fan dei Bauhaus».
Un filo rosso che oggi torna a intrecciarsi sul palco: quello di un artista che continua a reinventarsi senza rinnegare il proprio passato. E il concerto di Milano sarà l’occasione perfetta per ricordarlo.
di Elisa Gardini
Foto John Begalke from Green Bay, USA con licenza BY 2.0