Dopo il successo di Amuri luci, premiato con la Targa Tenco, la cantautrice siciliana svela il suo nuovo progetto artistico: tre dischi che esploreranno lingue, culture e sonorità diverse, partendo dalle proprie radici. Carmen Consoli guarda al futuro senza dimenticare le proprie origini. Ospite della prima serata del festival Porto Rubino, al porto di Taranto, la cantautrice ha raccontato di essere al lavoro su un ambizioso progetto discografico che prenderà forma attraverso una trilogia di album, ciascuno caratterizzato da una diversa identità linguistica e musicale.
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L’annuncio arriva a poche settimane dal prestigioso riconoscimento ottenuto con Amuri luci, vincitore della Targa Tenco come miglior album in dialetto, un disco nato dall’amore per la cultura siciliana e dalla volontà di valorizzarne la lingua e la tradizione.
Per Carmen Consoli, il percorso iniziato con Amuri luci rappresenta soltanto il secondo capitolo di un progetto molto più ampio. «Dopo essermi riappropriata delle mie radici, voglio esplorare altri mondi e utilizzare le lingue come strumenti per scoprire nuove sonorità», ha spiegato l’artista. Nel nuovo lavoro troveranno spazio anche l’inglese e altri idiomi studiati negli anni, mentre il terzo e ultimo capitolo della trilogia sarà interamente in italiano. Un percorso che nasce da una profonda riflessione sull’identità culturale e sul valore delle lingue minoritarie. «Il siciliano non è semplicemente un dialetto, ma una vera lingua, con una sua grammatica e una ricchissima tradizione letteraria. Conoscere le proprie radici ci rende più consapevoli e più aperti verso la diversità, che rappresenta sempre una ricchezza», ha sottolineato la cantautrice.
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Per il suo concerto a Taranto, Consoli ha scelto una dimensione intima e raccolta, costruendo una scaletta che ha privilegiato brani meno eseguiti dal vivo e lasciando i grandi successi per il finale. Il pubblico ha potuto ascoltare classici come L’ultimo bacio, Amore di plastica e In bianco e nero, inseriti in uno spettacolo essenziale, dominato da sonorità acustiche.
«Volevo che fosse il mare a suonare insieme a noi», ha raccontato. «La natura è la migliore orchestra possibile. Il mare, il vento e perfino l’Etna, che in questo periodo è molto attivo, mi ricordano quanto sia importante vivere in armonia con gli elementi». Da oltre venticinque anni Carmen Consoli è una delle cantautrici più apprezzate del panorama italiano, capace di unire rock, folk, musica d’autore e influenze mediterranee con uno stile personale e riconoscibile.
Tra i suoi brani più celebri figurano Confusa e felice, Parole di burro, In bianco e nero, L’ultimo bacio, Amore di plastica, Venere, Geisha, Pioggia d’aprile, Blunotte e Fiori d’arancio, canzoni che hanno contribuito a renderla una delle artiste più influenti della scena musicale italiana.
di Elisa Gardini
Foto International Journalism Festival con licenza BY-SA 2.0