LEVANTE , “RUGGINE” É IL NUOVO SINGOLO
Il nuovo album di Levante, “DELL’AMORE IL FALLIMENTO E ALTRI PASSI DI DANZA” è un lavoro intenso e stratificato, che raccoglie in quindici tracce e uno speciale cameo della figlia, il frutto del risultato della sua indagine sull’amore, sui suoi slanci, le sue contraddizioni e i modi in cui può manifestarsi, trasformarsi e fallire.
Con “DELL’AMORE IL FALLIMENTO E ALTRI PASSI DI DANZA” Levante porta a compimento il racconto iniziato con i singoli MAIMAI, NIENTE DA DIRE, DELL’AMORE IL FALLIMENTO, SONO BLU, SEI TU e MALÌA, ampliandolo e trasformandolo in un universo narrativo ancora più ricco e sfaccettato.
Un progetto nato dal desiderio di osservare l’amore da una prospettiva diversa rispetto al passato: non più chiedersi cosa sia o dove vada a finire, ma interrogarsi sui motivi che lo fanno vacillare, interrompere o non iniziare affatto. Da questa riflessione prende forma anche il titolo del disco, che associa il fallimento alla danza, immaginando relazioni, incontri e addii come passi condivisi che si ripetono e, inevitabilmente, ci riportano sempre davanti a noi stessi. A firmare la produzione del disco sono ancora Antonio Filippelli e Gianmarco Manilardi, protagonisti insieme a Levante di un sodalizio artistico che da dieci anni accompagna la sua evoluzione musicale.
“Non mi sono più chiesta cosa sia l’amore o dove vada a finire quando finisce”. – racconta Levante – “Ho soltanto insistentemente chiesto a me stessa per quale motivo l’ho fatto fallire, tutte le volte in cui è fallito o non è mai iniziato. L’associazione del fallimento alla danza nasce dall’immaginare queste storie come passi a due, quadriglie, balli di gruppo. In fondo non è questo forse? Ritrovarsi, poi, a fare le solite mosse”.
L’immaginario dell’album è interamente attraversato dall’arancione, un colore che Levante ha riconosciuto progressivamente come il simbolo più autentico di questo lavoro. Non soltanto energia e creatività, ma anche avvertimento, protezione e trasformazione: una luce che accompagna i momenti di passaggio e le metamorfosi più profonde.
“Nella scrittura e nella composizione dei brani del disco non sono stata guidata da un colore, almeno non da subito. Col passare dei mesi ho compreso che era una luce arancione a lampeggiare sulle mie parole, come un semaforo che allerta, un salvagente in mezzo al mare, un giubbotto di salvataggio. In effetti l’arancione è un emblema di detenzione, avvertimento o protezione. È il colore dell’ascesa, della discesa e della combustione solare, un simbolo di maturazione e raccolto, della rugginosa luna autunnale, di assimilazione e realizzazione.
È lo stesso colore che attraversa tutte le canzoni e che si riflette anche nella copertina corale dell’album, dove per la prima volta Levante abbandona una rappresentazione solitaria di sé per aprirsi a una dimensione collettiva, circondata da amori, amici, collaboratori e compagni di viaggio che hanno accompagnato la nascita di questo progetto. Una vera e propria piramide umana che, nelle sue pose e nei suoi equilibri, richiama una danza e traduce in immagine il cuore stesso dell’album.
Nel corso delle quindici tracce, Levante attraversa il desiderio, la perdita, la nostalgia, la meraviglia degli incontri inattesi e i dolori che continuano a modellare il nostro modo di amare. Il disco si muove tra memoria, identità e ricerca di sé, componendo un racconto che guarda all’amore in tutte le sue forme. Le sonorità alternano scrittura cantautorale e pop contemporaneo, aperture elettroniche, momenti più intimi e altri più immediati e ritmici, mantenendo sempre al centro la penna della cantautrice. Tra gli episodi più intensi del disco, “ABISSALE” affonda lo sguardo nelle radici più profonde della propria storia personale, trasformando una ferita intima in una delle pagine più potenti e disarmanti dell’album, mentre uno speciale cameo affidato alla voce della figlia Alma Futura compare a metà disco come una sorta di spartiacque emotivo all’interno del racconto, un momento sospeso che lega le diverse traiettorie del disco.
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