Dopo nove anni senza un album di inediti, i Blondie sono pronti a inaugurare un nuovo capitolo della loro storia. Si intitola “High Noon” il dodicesimo disco in studio della band newyorkese, in uscita il 26 febbraio 2027 per BMG. A dare un primo assaggio del progetto è “Spectral Eyes”, il singolo che anticipa un lavoro destinato a occupare un posto speciale nella discografia del gruppo.
Il nuovo album porta con sé, infatti, un significato che va oltre il ritorno in studio. “High Noon” è l’ultima registrazione con Clem Burke, batterista e cofondatore dei Blondie, scomparso dopo le sessioni che hanno dato vita al disco. Un progetto nato senza la consapevolezza di diventare una testimonianza finale, ma che oggi conserva il ricordo di una collaborazione fondamentale per oltre cinquant’anni di musica.
“Spectral Eyes” è stato scritto da Johnny Marr, che ha contribuito anche con la chitarra. L’ex chitarrista degli Smiths è tra gli ospiti di un disco che coinvolge anche Glen Matlock, Zach Condon dei Beirut e Jess Wolfe e Holly Laessig delle Lucius. Una squadra eterogenea, in linea con la capacità dei Blondie di attraversare generi e influenze differenti, mescolando rock, punk, dance e sonorità latine.
Le registrazioni sono cominciate nel 2022 a New York, con John Congleton, già produttore di “Pollinator”, l’album del 2017. Gran parte delle tracce è stata incisa con i musicisti impegnati a suonare insieme nella stessa stanza, mentre David Wrench si è occupato della produzione aggiuntiva e del missaggio.
Debbie Harry ha descritto “High Noon” come un lavoro che conserva il DNA della band, trasformando le diverse influenze e le varie epoche attraversate dal gruppo in qualcosa di nuovo. Una musica, ha sottolineato la cantante, profondamente legata al presente e capace di riflettere ciò che i Blondie sono diventati nel corso degli anni.
Tra i tredici brani in scaletta spicca “Heartbreak Kid”, scritto da Chris Stein pensando a Johnny Thunders, figura di riferimento della scena punk newyorkese. “Sleepwalking” porta invece la firma di Glen Matlock, mentre “Man Who Had No Face” è frutto della collaborazione tra Stein e Debbie Harry.
Il disco contiene anche una rilettura di “Little Metal Drummer”, canzone originariamente registrata dal tastierista e cofondatore dei Blondie Jimmy Destri per il suo album solista “Heart On A Wall”, al quale avevano già partecipato Harry e Burke.
Con “High Noon”, i Blondie tornano a pubblicare materiale inedito a più di cinquant’anni dalla nascita nella vivace scena musicale di New York degli anni Settanta. Una carriera che ha attraversato generazioni, trasformazioni sonore e cambiamenti culturali, mantenendo intatta la capacità di reinventarsi.
Il nuovo album sarà composto da tredici tracce:
- “Spectral Eyes”
- “Heartbreak Kid”
- “Come Back Home”
- “Tambo Tambo”
- “Man Who Had No Face”
- “The End”
- “Little Metal Drummer”
- “Sleepwalking”
- “Whistle Into The Wind”
- “Antifreeze”
- “East of Eden”
- “Bad Underwear”
- “Ah, Sunflower, Weary of Time”
“High Noon” si prepara così a essere molto più di un semplice ritorno discografico: un nuovo capitolo per i Blondie e, allo stesso tempo, un omaggio alla storia condivisa con Clem Burke, il musicista che ha contribuito a definire il suono e l’identità della band.
di Elisa Gardini
Foto Private Stock Records con licenza PUBLIC DOMAIN